I concept store ridisegnano il concetto di negozio, valorizzano i brand, gratificano i clienti, contrastano l’online
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I concept store ridisegnano il concetto di negozio, valorizzano i brand, gratificano i clienti, contrastano l’online

Milano Home apre il microfono a Marilena Potere e Victoria Roberts, fondatrici di Tattoo Island – The Family Business e Giorgio Francisco, titolare dello storico negozio Gassante. Due realtà imprenditoriali che hanno intercettato i mutamenti del mercato investendo su una formula che esalta i marchi, arricchisce l’offerta, coinvolge il consumatore

Ridefinire le strategie di marketing puntando su un’ambientazione suggestiva e piacevole all’interno della quale il cliente possa vivere un’esperienza di shopping multifunzionale. Il concept store è uno spazio concepito a misura dell’acquirente e si contraddistingue per l’accoglienza, la varietà e la diversità dell’offerta merceologica. Una formula che esalta la qualità e la visibilità dei brand e mira alla fidelizzazione del cliente anche attraverso una serie di eventi di vario genere e natura promossi all’interno dello store.       

 

Se l’obiettivo è quello di aumentare il numero di visitatori e la loro permanenza all’interno del negozio al fine di accrescere la probabilità d’acquisto occorre che al ventaglio di soluzioni suggerite si accompagni una moderna visione imprenditoriale rivolta a valorizzare il ruolo del cliente, coinvolgendolo e rendendolo partecipe di un progetto che va ben oltre il mero restyling espositivo.

 

Tale approccio culturale si sta diffondendo anche in Italia dove non mancano i retailer illuminati che, forti di un patrimonio di esperienze e di idee accumulato negli anni, hanno colto i segnali puntando sul cambiamento. 

Dalle lampade ai portaritratti fino alle borse in pelle. Tattoo Island – The Family Business offre un’esperienza multisensoriale ed esalta l’ambiente casa

 
 

Entrare in Tattoo Island – The Family Business è come immergersi in un mondo dove il tempo si ferma e ogni desiderio trova il suo spazio. Situato nel cuore di Lodi, in Corso Umberto 32, questo concept store offre un'esperienza unica che coniuga business e creatività, si insegue la novità, si coccola il cliente.

 

Immaginate di rifinire la barba o fare un taglio all’ultimo grido sorseggiando un calice di bollicine mentre in sottofondo le note di un violino riempiono l'aria. Acquistare una lampada di design, un portaritratti, innamorarsi dello stile di una sedia o di una poltrona retrò o moderna, di un tavolo o di uno dei tanti vasi che ornano il negozio. Il mondo degli accessori e degli oggetti per la casa è presente in ogni angolo dello store. Una visione d‘assieme che esalta l’arredamento offrendo spunti e suggerimenti per accontentare chiunque abbia a cuore la propria dimora. Così come ci si può far conquistare dal fascino di una borsa in pelle, un orologio o una lampada di design e, perché no, concludere la giornata con un tatuaggio. Questa sequenza di attività richiedeva tempo, disponibilità a spostarsi e una pianificazione accurata. Oggi, grazie a Tattoo Island-The Family Business, tutto questo è possibile in un unico luogo.

 

Marilena Potere, insieme a suo figlio Alessandro Pennella e a Victoria Roberts, ha dato vita a una location inedita. Marilena e Victoria, entrambe con una solida carriera nella moda – con esperienze presso Iceberg, Frankie Morello, Fiorucci e Max Mara – hanno messo a frutto la loro esperienza e il loro know-how, affiancate da Alessandro, tatuatore di fama internazionale.

 

Una sperimentazione che ha rotto gli schemi tradizionali. Tattoo Island-The Family Business è un universo dinamico e variegato dove ogni merceologia trova il suo spazio. Una identità ben definita che coniuga presente e passato come nel caso del BMW della concessionaria Carteni che accoglie i visitatori all'ingresso, che fa il paio con un monopattino vintage.

 

Bisogna raccontare la storia dietro ogni oggetto, il tempo e la passione investiti nella sua realizzazione

 

 

Aprire in un piccolo territorio è stata più una sfida o un’opportunità?

 

Victoria e Marilena ci raccontano che fin dall’inaugurazione, il 17 settembre, hanno percepito un'energia positiva. “Al riscontro iniziale, che poteva essere frutto di mera curiosità, ha fatto seguito un flusso costante di visite che si è presto trasformato in una clientela affezionata e costante. Per un negozio come il nostro il problema poteva sorgere dall’iniziale diffidenza della comunità verso un concept store così innovativo e diverso del consueto”.

 

 

In cosa si distingue il vostro negozio?

 

“Ogni angolo del negozio è pensato per sorprendere e coinvolgere. È un negozio accogliente, improntato a valori come il buon gusto e la scelta accurata di ogni singolo articolo, con un assortimento capace di soddisfare tutte le fasce di prezzo” sottolineano le fondatrici. “Oggi è fondamentale che esista un rapporto emozionale, bisogna raccontare la storia dietro ogni oggetto, il tempo e la passione investiti nella sua realizzazione”.

 

Tattoo Island-The Family Business non è solo un luogo di vendita ma un punto di riferimento per eventi a tema che rafforzano i legami con il pubblico, locale e non. “Questi appuntamenti periodici stanno riscuotendo sempre più successo. È così possibile ammirare vari segnatempo degustando un buon bicchiere di vino in un ambiente ricco di arte e oggetti unici, dopo un taglio di capelli eseguito dal nostro LUXURY BARBER, Bruno Scumace. maestro di barbe e capelli, coadiuvato da GIUMA, che cura l'immagine dei clienti con una precisione ed una professionalità ineguagliabili.

 

Il nostro obiettivo è garantire un’esperienza di lusso ad ogni cliente, trasformando un semplice taglio di capelli o una rasatura in un momento di puro piacere”.

 

Una dimensione dove il tempo si ferma e ogni desiderio trova il suo spazio

 

Al centro dell’attenzione c’è anche il settore dei tatuaggi, guidato da Alessandro Pennella, artista tatuatore di fama internazionale. Alessandro, con anni di esperienza maturata viaggiando per il mondo, ha selezionato un team di 10 tatuatori di alto livello, ognuno specializzato in uno stile diverso per soddisfare ogni richiesta.

 

“La nostra squadra è stata scelta per l’eccellenza tecnica e la capacità di creare opere uniche e personalizzate”, afferma Alessandro. “Il tatuaggio è un atto intimo e personale che riflette l’identità di chi lo porta e noi ci impegniamo a rendere ogni opera un capolavoro.”

 

Tattoo Island – The Family Business rappresenta quindi un’oasi d’eccellenza che offre un’esperienza multisensoriale che rivoluziona il concetto di shopping, portando il cliente in un viaggio attraverso la bellezza, l’arte e la convivialità.

 

 

Gassante, un negozio per la casa che è anche un’enoteca

 
 

Dai prodotti per la casa alle profumazioni per l’ambiente, dall’illuminazione ai servizi di piatti. E poi c’è un’enoteca, quella che Giorgio Francisco ha creato all’interno di Gassante, negozio storico di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino. Tra posateria, lampade, cocotte e oggetti d’arredamento ecco alzarsi al cielo un calice di vino.

 

Shopping e degustazione convivono in armonia in questo angolo di Piemonte dove un negozio arrivato alla terza generazione che ha saputo interpretare, nelle varie epoche, le esigenze dei clienti e anticiparne i desideri, oggi continua a farsi portatore di una filosofia che ruota intorno a concetti come quello di casa e di accoglienza ampliando gli orizzonti, fino ad accogliere una vera e propria cantina nel punto vendita.

 

 

Che tipo di negozio è Gassante?

 

“Beh, lo definirei un negozio in continua evoluzione. Gassante dà un’idea per qualsiasi tipo di esigenza legata al mondo della casa e dell’outdoor, è un concept store anche se la definizione non mi piace. Oggi un negozio se vuole recitare un ruolo da protagonista deve saper assecondare la richiesta della clientela ma da sola questa funzione non è più sufficiente. Occorre che il punto vendita sia capace di intercettare una fascia di pubblico la più ampia possibile e l’unica strada percorribile è quella della qualità del servizio offerto all’interno di un ambiente aperto a nuove categorie merceologiche che, a prima vista, possono apparire del tutto lontane dall’abituale habitat espositivo”. 

 

L’idea dell’enoteca ha suscitato consensi e gradimento. Un buon bicchiere di vino si identifica con amicizia, convivialità, cultura

 

 

Come è nata l’idea di riservare un’ala del negozio ai vini?

 

“Un’area era riservata alle liste nozze, un segmento che per tutti i negozi di arredamento, casalinghi e oggettistica ha rappresentato un importante canale d’affari. Quel mondo è ormai marginale, i segnali erano evidenti già da alcuni anni”.

 

 

Perché la scelta è caduta sull’enoteca?

 

“Da sempre un buon bicchiere di vino si identifica con amicizia, convivialità, cultura. Ho pensato, allora, di realizzare uno spazio dedicato in primis ad una mia passione. Nata grazie alla collaborazione con alcuni produttori oggi la cantina accoglie qualche migliaio di bottiglie. Organizziamo anche eventi a tema, siamo sempre disponibili ad accogliere le cantine più prestigiose per presentare le loro eccellenze”.

 

Se prima il negozio si reggeva su pilastri ben definiti oggi la visuale è ad ampio spettro

 

“I clienti hanno espresso il loro gradimento, l’idea è stata accolta molto bene. Quella dell’enoteca non è stata l’unica variante sul tema, il nostro è stato un cambiamento in vari step. Se prima il negozio si reggeva su pilastri ben definiti oggi la visuale è ad ampio spettro e include una gamma di articoli che in passato era difficile, se non impossibile, pensare di accostare a un tradizionale negozio come il nostro. Penso, ad esempio, alle profumazioni per l’ambiente e ai profumi per uomo e donna”.

 

 

Teme l’online?

 

“L’online è un’insidia per il negozio fisico, bisogna prendere atto dell’espansione di questo servizio che, se da un lato offre una serie di vantaggi, dall’altro non potrà mai offrire determinati benefici e opportunità che un moderno negozio è in grado di esprimere”.

 

 

Come si fidelizza un cliente?

 

“Attenzione, qualità del prodotto, cortesia, assortimento. Cerco articoli che possano incuriosire, emozionare e che siano tra i più ricercati dall’acquirente. Ci rivolgiamo a un target medio-alto, i nostri clienti pretendono l’eccellenza e io devo essere in grado di accontentarli. Chi entra nel negozio deve avere la certezza che troverà quello che desidera o un’idea nuova che lo conquisti, frutto di una visione accorta e di lungimiranza. Operiamo in un piccolo territorio ragion per cui quella di garantire una gamma di prodotti ampia e qualitativa è una esigenza indifferibile”.

 

 

Come procede la relazione con i fornitori?

 

“Negli ultimi anni la relazione con le aziende è mutata, oggi il negozio riserva loro uno spazio per veicolare l’immagine in un ambiente bello, profumato e armonioso pertanto c’è reciprocità d’interesse e comunione d’intenti. In passato non era così, il punto vendita era collocato in una posizione marginale, costretto a subire le imposizioni delle aziende”.

 

 

Lo strumento fiera conserva il suo ruolo centrale nell’economia del comparto?

 

“Rimane sempre il luogo privilegiato per monitorare il mercato e valutare quelle che sono le nuove tendenze. A Milano Home ho notato un fermento interessante, segno di una vitalità e di un rinnovato interesse delle imprese e degli operatori per una rassegna che coniuga esposizione con eventi tematici”.